Se stai costruendo il tuo corredo Sony da zero, o hai voglia di aggiungere un nuovo gioellino alla tua collezione, ti troverai davanti a questa domanda: conviene puntare sulla serie G Master f/2.8 o su quella G f/4?
Non è una domanda banale, perché Sony è uno dei pochi produttori ad aver sviluppato due set completi di obiettivi pensati per coprire le stesse tre focali fondamentali — grandangolo, zoom standard e teleobiettivo — con filosofie di apertura diverse. Non stai scegliendo un singolo obiettivo, stai scegliendo l’impostazione di tutto il tuo corredo.
Le due triadi a confronto
Serie G Master (f/2.8): l’apertura costante più veloce, pensata per chi ha bisogno del massimo controllo su luce e profondità di campo in ogni condizione.
Serie G (f/4): più leggera, più compatta e più accessibile, con alcune varianti che offrono lunghezze focali leggermente diverse rispetto alla tripletta classica.
Nessuna delle due è “quella giusta” in assoluto: dipende da cosa fotografi, da come lavori e da quanto peso sei disposto a portarti dietro.
Perché l’apertura non è l’unica variabile
Il primo istinto è pensare che f/2.8 sia sempre meglio, semplicemente perché è “più veloce”. In parte è vero: uno stop di luce in più significa poter lavorare con ISO più bassi, ottenere una profondità di campo più ridotta e — spesso — contare su una costruzione ottica di fascia più alta.
Ma la serie f/4 non è una versione “minore”: in diversi casi offre vantaggi che il f/2.8 non ha, come lunghezze focali estese o funzioni aggiuntive (ne parleremo nel dettaglio serie per serie). E soprattutto pesa e costa meno — un fattore che per chi porta l’attrezzatura in spalla per un’intera giornata di lavoro non è affatto secondario.
Cosa troverai nei prossimi articoli
In questa serie analizziamo le tre coppie di obiettivi una alla volta:
– Grandangolo: i due 12-24mm, per chi lavora in architettura, paesaggio e astrofotografia
– Standard: 24-70mm f/2.8 contro 20-70mm f/4, il confronto più discusso di tutti
– Teleobiettivo: i due 70-200mm, con una sorpresa per chi ama la macro
Per ciascuna coppia vedremo vantaggi, svantaggi e — soprattutto — per quale tipo di fotografo ha senso l’una o l’altra scelta.
Nei prossimi articoli della serie linkeremo i singoli prodotti specifici di ogni confronto.

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